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Interventi e commenti Bernalda

"Il sindaco Chiruzzi non faccia lo gnorri"

Centrale a biomassa di Bernalda: la Ola replica al primo cittadino

di Redazione Basilicata24

Uno scorcio di Bernalda Uno scorcio di Bernalda

Il sindaco di Bernalda, Leonardo Chiruzzi (PD), non faccia lo gnorri facendo finta di non sapere che esiste una Delibera regionale - la 2208 del 4 novembre 2005 della giunta De Filippo (PD) - che ha adottato la legge nazionale (la 387 del 2003) che equipara l'energia prodotta dai rifiuti (CDR/CSS) alle energie rinnovabili. Anziché fare facile ironia "sull'allarmismo" della Ola (Organizzazione lucana ambientalista) - la quale ha constatato l?esistenza di un progetto di centrale a biomassa/inceneritore in contrada Pantanello, nel territorio di Bernalda - spieghi ai cittadini quanto costerà loro, in termini di tasse municipali e in termini di salute, l'eventuale progetto di una centrale a biomassa a Bernalda che bruci CSS (Combustibile Solido Secondario) o CDR (Combustibile Derivato da Rifiuti).


Perché non si illuda, il sindaco, e chiunque trucchi le definizioni, le carte ed i termini: nessuna centrale a biomassa utilizzerà mai biomassa vera in presenza di una comodissima ed economicissima produzione di rifiuti, tra l'altro, pagata dai cittadini con la Tarsu e poi trasformata, in società spesso contribuite pubblicamente, in CDR o CSS, così come accade per il progetto presentato alla Regione della società Lucana Ambiente srl di Bernalda. Ovvero pezzi di pneumatici tritati, scarti solidi e altra plastica presi dalle discariche, carta per diventare comodo, economico e inquinante combustibile per  inceneritori/centrali a biomassa/cementifici (nei cementifici c?è il rischio che si trattenga diossina nel cemento prodotto, oltre che immetterla nell'aria. Lo afferma Paul Connett, padre della raccolta differenziata/rifiuti zero).


Lo scopo di produrre CSS dai rifiuti è legato alla possibilità di produrre energia a basso costo che i titolari dell'impianto poi vendono all'Enel, dopo aver anche intascato gli incentivi pubblici, derivanti dal Cip 6, cioè, dal 7% delle nostre bollette Enel. La quale Enel poi, a sua volta, venderà questa energia nuovamente ai cittadini che, alla fine di questo percorso contorto, pagheranno a prezzo di mercato l'energia ottenuta dai loro rifiuti per i quali hanno già pagato la Tarsu. Beccandosi, come ci insegna l?attualità in corso a Fenice, a San Nicola di Melfi, problemi di inquinamento grave e rischi per la propria salute. E i futuri costi di bonifiche varie.


Un giro vizioso che ci saremmo aspettettati che il sindaco di Bernalda Chiruzzi denunciasse e spiegasse ai suoi cittadini, anziché tranquillizzarli sul progetto di Lucana Ambiente srl, tentando di delegittimare la denuncia della Ola, ricorrendo all'ormai abusata accusa di "allarmismo".


Il CSS o CCR o comunque venga chiamato, si produce dai rifiuti portati in discarica, anche quando il comune fa la differenziata "multimateriale", che destina ben il 30-40% dei rifiuti raccolti agli impianti di compostaggio grigio realizzati per produrre appunto CSS. Bernalda fa la raccolta multimateriale, come alla multimateriale e non al porta a porta (unica metodologia che azzera sia i compostaggi per il CSS che i rischi di incenerimento dei rifiuti), purtroppo spinge anche il Piano dei rifiuti della Provincia di Matera in via di approvazione. Realizzato dal "signore delle ceneri" del Difa di Potenza, ingegnere Salvatore Masi, e dall'Ato regionale, a fotocopia del Piano della Provincia di Potenza. Piano che ha prodotto Fenice e il dramma che vivono le popolazioni del Melfese.


In provincia di Matera non sono previsti inceneritori, ma ben 4 centrali a biomassa, più un cementificio che è attivo da anni alle porte del capoluogo. Invece di ironizzare sulla stampa, Chiruzzi faccia dunque il sindaco ed informi bene i cittadini del suo comune tutelando gli interessi e la salute, visto che è il primo responsabile delle condizioni ambientali e sanitari della comunità, dimostrando di essere informato e informando gli abitanti del pericolo che corrono. Innanzi tutto, opponendosi al progetto della centrale a biomassa/inceneritore, poi, opponendosi sia al Piano provinciale dei rifiuti e sia chiedendo l'annullamento della Delibera di giunta regionale della Basilicata n.2208 del 2005 che assimila il CDR/CSS alla biomassa, come già esposto. Ha tutti i poteri per farlo: ne dimostri la volontà attuando nel suo comune una raccolta differenziata spinta porta a porta con recupero a freddo della frazione organica per produrre compost di qualità e fertilizzante da utilizzare nell'agricoltura di Bernalda e del Metapontino.


Ola (Organizzazione lucana ambientalista) 


 

Mer, 19/10/2011 - 16:41
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